Un nome su tutti. Ed è quello di Marta Zenoni, ragazza prodigio alla quale bastano le prime gare nella categoria Allieve per stregare tutti. Cresciuta nell’Atletica Brusaporto, sorella di due anni più giovane di quella Federica che già ha indossato la maglia azzurra, Marta irrompe nelle file giallorosse forte di un bottino da fare impallidire: due sole sconfitte nelle categorie Ragazze e Cadette, ma soprattutto quattro primati italiani tra 1000 e 2000 metri demoliti nelle sue due stagioni da under 16. A fine 2014, sfilando con tutti gli atleti nuovi arrivati in società, aveva lasciato tutti di stucco con il suo proclama: “Non vedevo l’ora di passare di categoria per poter correre con le atlete del settore assoluto e batterle”. E così accade, praticamente sin da subito. La ragazza allenata da Saro Naso debutta con le parietà al Campaccio, che vince a mani basse. Poi affronta la stagione indoor ed è un record italiano dietro l’altro. Nel giro di 40 giorni, spazza via i primati under 18 di 1500 (due volte: 4’23”36 e 4’18”86), 1200 (3’31”9), 1000 (2’45”89) e 800 (2’05”19). Ma firma anche i limiti under 20 – pur avendo tre anni in meno – su 800 (cancellata Eleonora Berlanda dopo 20 anni!), 1200 e 1500. Ogni gara è una cavalcata travolgente. Lo è quella che le regala il titolo italiano di categoria sui 1000 indoor. Lo è, due settimane dopo, l’esordio azzurro, nel triangolare Italia-Francia-Germania under 20; lo sono le due uscite che a Fiuggi, nel giro di 24 ore, la vedono trionfare nel cross: prima come seconda frazionista del quartetto giallorosso che, con l’altra allieva Viola Taietti, la sorella Federica e la senior Isabella Cornelli, domina il campionato italiano di staffetta; l’indomani in solitaria nella rassegna individuale riservata alle Allieve, nella quale si prende anche il titolo a squadre con Viola Taietti e Ilaria Lameri. In mezzo sfiora anche il titolo italiano assoluto nei 1500 indoor, battuta solo dalla senior Giulia Viola.
Ma la stagione all’aperto è ancor più esaltante. I botti cominciano il 23 aprile, con un’uscita sui 3000, mai corsi prima, sulla pista del XXV Aprile di Milano: senza avversarie in grado di stimolarla e aiutarla, Marta vola in 9’19”39, nettamente primato italiano di categoria, cancellato dopo 40 anni! Quindi il 4 giugno, su un palcoscenico prestigioso come quello dello Stadio Olimpico di Roma, in una gara giovanile di contorno al Golden Gala toglie oltre un secondo al precedente record italiano under 18 che Fabia Trabaldo aveva stabilito 26 anni prima: 2’03”40 contro il 2’04”65 della piemontese, miglior tempo europeo 2015 di categoria.
La chiamano CarrarMarta. Del resto travolge tutto, con il suo fisicone (è alta 1.80 e ha solo 16 anni) e la sua determinazione. Dopo la prodezza romana si parla addirittura di una sua possibile convocazione azzurra per il Campionato Europeo per Nazioni, ma c’è chi invita alla prudenza. Così ripiega sui Tricolori Allievi, all’Arena di Milano, dove al successo facile sugli 800 abbina l’indomani quello ancor più netto sui 1500: 25” di distacco alla seconda classificata e record italiano di Gabriella Dorio sfiorato (4’14”50 contro 4’12”06). A questo punto il grande obiettivo sono i Mondiali under 18 che la attendono a metà luglio a Cali, in Colombia. Marta opta per gli 800. Ha il terzo tempo di iscrizione. E già nei due turni preliminari, che vince, lascia intendere di avere un solo pensiero: l’oro. Ma al via della finale si presenta visibilmente nervosa e, una volta in pista, sembra quasi frenata. Alla fine acciuffa però la medaglia di bronzo in 2’04”15, battuta dallo spunto più veloce della statunitense Watson e dell’etiope Ejara. E’ un bronzo pesante, anche perché mai l’Italia era arrivata così in alto nel mezzofondo in una rassegna mondiale giovanile. Tuttavia Marta – da vincente nata qual è – fa fatica a dirigerlo e sul podio il suo volto dice tutto. Torna quindi in Italia desiderosa di riscattare subito quella che lei ritiene una delusione. E’ esausta. Ma, nonostante le fatiche del viaggio transoceanico e del fuso orario, si presenta agli Assoluti di Torino dove tira fuori tutte le energie nervose per conquistare, sempre sugli 800, il primo titolo italiano. Poi va in vacanza, per ripresentarsi a fine stagione, decisamente rilassata ma sempre vincente: e infatti chiude con due doppiette ai Societari, trascinando la squadra Allieve allo scudetto e quella assoluta all’ottavo posto che vale la seconda permanenza consecutiva nella massima serie.
Le prodezze di Marta fanno passare in secondo piano gli altri risultati, soprattutto al femminile, di una stagione straordinaria. I Mondiali under 18, innanzitutto, sorridono anche a un’altra atleta di gran talento come Alessia Pavese. A Cali, fresca di titolo italiano di categoria, la velocista di Villa di Serio arriva al meglio della condizione e si prende il lusso di centrare la finale dei 200 dominata a suon di record del mondo dalla statunitense Candace Hill (22”43), nella quale è settima con 23”86, secondo tempo italiano di sempre a livello under 18, a soli 3/100 dal record della siciliana Calì. Subito dopo, però, un nuovo infortunio la costringe a chiudere anzitempo la stagione. Negli stessi giorni di Cali, c’è gloria anche per Federica Putti, che correndo i 400 in 55”03 strappa in extremis la convocazione per gli Europei under 20 di Eskilstuna, dove da terza frazionista azzurra conquista la medaglia d’argento nella 4x400 con il nuovo limite italiano di categoria. A vestire la maglia azzurra sono anche Federica Curiazzi, Federica Zenoni e la new entry Andrea Motta La marciatrice di Barzana non riesce a ripetersi sui livelli del magico 2014, ma è pur sempre bronzo agli Assoluti sui 10 km e campionessa italiana universitaria sui 5000 metri in pista. Ed è comunque brava a prendersi la Nazionale A nell’incontro internazionale di Podebrady e poi alle Universiadi di Gwangju, chiuse all’11° posto. La gara coreana, purtroppo, è una sorta di canto del cigno per l’allieva di Ruggero Sala, perché a fine stagione esce di scena a soli 23 anni – dopo 21 presenze azzurre, di cui 7 in Nazionale A, e 9 titoli italiani di categoria - indirizzata verso questa decisione anche dal mancato ingresso in un gruppo sportivo militare. L’altra Federica, cioè la sorella di Marta Zenoni, partecipa a sua volta agli Europei juniores di Eskilstuna, dove acciuffa la finale sui 3000 siepi finendo 15esima, risultato che insieme al bronzo sui 1500 ai Tricolori indoor under 20 la consola per una stagione non facile dal punto di vista fisico. Al contrario, resta un po’ deluso dal suo debutto azzurro Andrea Motta, saltatore in alto di Cassano d’Adda dal grande potenziale, che al primo anno nella categoria si eleva sino a 2.08, è due volte d’argento ai Tricolori allievi dietro al fenomeno Sottile, ma nell’appuntamento clou rappresentato dal Festival Olimpico della Gioventù Europea, in Georgia, è solo 10° con un 1.95 per lui modesto.
Il salto in alto è una specialità in pieno fermento. Il ritorno all’ovile dopo 16 anni di Andrea Bettinelli per gli ultimi scampoli di una carriera straordinaria cominciata proprio all’Atletica Bergamo, stimola i suoi eredi. Dalla finale dei Tricolori Allievi, oltre all’argento di Motta arrivano il 4° posto di Leonardo Gelmi (4° anche nella rassegna indoor) e il 5° di Nicholas Nava (che è d’oro agli Studenteschi); Michele Maraviglia è argento ai Tricolori promesse; infine al femminile Marta Lambrughi è bronzo agli Universitari. Tra le note più liete c’è il ritorno ai vertici di Michele Oberti, il mezzofondista operaio, che agli Assoluti indoor acciuffa un insperato argento sui 1500, mentre Isabella Cornelli aggiunge altre medaglie tricolori alla sua già ricca collezione. Sugli 800 è argento agli Universitari e bronzo agli Assoluti indoor, ma al pari di Federica Curiazzi anche lei, fresca di laurea, a fine stagione dice stop: peccato, c’era materiale e lo stimolo Zenoni per compiere il grande salto di qualità.
A proposito di mezzofondo, il 2015 è pure l’anno dell’irruzione di Abdelhakim Elliasmine, ragazzino di sangue marocchino arrivato dalla Polisportiva Brembate Sopra con il suo carico di successi nelle categorie minori. E gli basta poco per lasciare il segno anche tra gli Allievi. Comincia con il 5° posto sui 1000 ai Tricolori indoor (subito dietro al compagno Giovanni Filippi), piazzamento che ripete nel cross. Poi si scatena in pista, correndo gli 800 in 1’52”03, secondo crono italiano 2015 di categoria, e i 1500 in 3’57”41, tempo che gli vale la medaglia d’argento ai Tricolori, battuto per soli 3/100 dal leccese di origini gambiani Nfamara Nije. In chiusura mette infine la ciliegina con la doppietta 800-1500 nella finale A dei Societari, regalando punti pesantissimi per il terzo posto giallorosso.
Non è finita qui. Gabriele Segale è limitato dai problemi fisici, ma riesce con il talento a ritagliarsi una finestra di condizione che gli consente di conquistare l’argento sui 110 ostacoli ai Tricolori juniores. Un bel bronzo finisce invece nella collezione dell’altra junior Jessica De Agostini, nell’asta indoor. Poi è incetta di medaglie nelle staffette, in tutte le categorie: una d’argento e cinque di bronzo. E a incorniciare una delle stagioni più esaltanti di sempre, arrivano i risultati in quasi tutti i più importanti appuntamenti societari. Le allieve non solo conquistano l’ambito scudetto su pista (centrato in precedenza nel 2003) e quello di corsa campestre (a 37 anni dall’unico precedente), ma si prendono anche quelli indoor, di marcia e di mezzofondo, vinto pure al maschile. Tra l’altro nei campionati italiani di specialità, sempre con gli allievi, è un vero e proprio dominio giallorosso: al maschile con i secondi posti nei salti e nei lanci; al femminile con i secondi nei lanci e nella velocità e il terzo nei salti. C’è il rischio di perdere il conto… E pazienza se il passaggio di alcuni atleti alla neonata Bergamo Stars impoverisce un po’ la squadra assoluta maschile, che non riesce a evitare la retrocessione in serie B. Il movimento giovanile è vivissimo, arriveranno tempi migliori.
Il 2015 si chiude purtroppo con una brutta notizia: il 24 ottobre muore Giuseppe Mostosi, personaggio di spicco della società, e dell’atletica bergamasca tutta, negli anni 80 e 90. Dell’Atletica Bergamo fu dapprima consigliere e tesoriere, poi prezioso e generoso vicepresidente, braccio destro insostituibile del presidente Dani Eynard, ideatore tra l’altro del Festival d’Estate, meeting nazionale per Juniores e Promesse che ha tenuto banco per un decennio attirando a Bergamo i migliori atleti italiani under 23.
Federica Zenoni, Viola Taietti, Marta Zenoni, Isabella Cornelli -Campioni d'Italia Staffetta Cross
Marta Zenoni, Sara Chiarolini, Silvia Marchesi, Vioala Taietti, Ilaria Lameri - 1e CDS Allieve Cross
Calì (Col) - Marta Zenoni Campionati del Mondo Allieve - 3a negli 800 metri
Calì (Col) - Alessia Pavese Campionati del Mondo Allieve - 7a nei 200 piani
Eskilstuna (Sve) - Federica Putti Campionati Europei Juniores - Argento nella 4x400
Tbilisi(Geo): EYOF Andrea Motta 10° nell'alto
Orvieto- Allieve CAMPIONI d'ITALIA
Orvieto: Allievi 3i nella finale Nazionale del CDS
Tbilisi(Geo): EYOF Andrea Motta 10° nell'alto