L’anno del centenario olimpico è uno dei più esaltanti della storia giallorossa e parte con una bella notizia: Maurizio Federici, dopo sette anni, torna all’Atletica Bergamo, dove aveva mosso i primi passi in pista. E’ nel pieno della maturità atletica, può ancora dare molto. E lo fa, perché agli Assoluti corre i 400 in 46”90 (9° tempo italiano dell’anno) ed è quinto in finale. Gli indiscussi protagonisti sono però Michele Paggi e Francesco Filisetti, che chiudono in bellezza una stagione esaltante partecipando ai Mondiali juniores di Sydney, dove il primo si ferma nei quarti dei 200 ed è sesto nella finale della 4x100 e il secondo sfiora l’ingresso in finale nei 400 ostacoli, con tanto rimpianto per un’occasione irripetibile sfumata di un nulla. L’annata dei due è un susseguirsi di vittorie e di primati. Michele comincia vincendo il titolo italiano giovanile indoor dei 200, poi sulla stessa distanza è argento ai Tricolori juniores, mentre sui 100 è semifinalista agli Assoluti. Con 10”59 e 21”37 è rispettivamente 3° e 2° nelle graduatorie nazionali under 19, veste tre volte la maglia della nazionale juniores e debutta nella rappresentativa under 23 con 4 anni d’anticipo. Il cammino di Francesco è altrettanto esaltante, perché debutta a sua volta nella selezione under 23 ma, soprattutto, a Bressanone si laurea campione italiano juniores dei 400 hs con 51”57, miglior prestazione italiana stagionale e settima di tutti i tempi per gli under 19. Con Paggi e Filisetti, ci guadagna anche la 4x400, argento tricolore con l’apporto dell’emergente Fabio Bagattini e del mezzofondista Francesco Roncalli, che ai campionati italiani è argento indoor e quarto all’aperto (sempre sugli 800) e per un soffio non veste la maglia azzurra. Gli exploit di questi giovani dal sicuro avvenire lanciano anche la squadra assoluta, che è terza nella finale B dei Societari, non senza rammarico per un infortunio che toglie di mezzo Federici e per l’assenza di quello che avrebbe dovuto essere il trascinatore principe della squadra, il mezzofondista Lorenzo Lazzari. Esploso nel ’95, l’atleta di Azzano San Paolo comincia da par suo la stagione dell’attesa consacrazione vincendo il titolo italiano Promesse indoor dei 1500,finendo 4° agli Assoluti e vestendo la maglia azzurra nel triangolare al coperto con Spagna e Russia. All’aperto si laurea campione italiano universitario dei 1500, ma poche settimane dopo viene travolto dalla notizia della positività a un controllo antidoping effettuato proprio agli Universitari. La sostanza incriminata è caffeina, Lorenzo si dichiara innocente e, supportato da referti medici, cerca di dimostrarlo con tutte le forze, ma invano: viene squalificato tre mesi, fino al 26 luglio, troppo tardi per partecipare ai Societari e agli Assoluti. Con Lazzari e Federici si poteva davvero puntare al miglior piazzamento di sempre nel campionato di società su pista, grazie anche ai risultati di altri atleti, come Pierangelo Maroni, che nell’alto sale sino a 2.15, il saltatore con l’asta Ruben Scotti e il solito Graziano Morotti, intramontabile stacanovista della marcia. Oltre a Paggi, Filisetti, Roncalli e Bagattini, si mettono in luce altri due juniores: Andrea Bettinelli sboccia nel salto in alto, arrivando sino a 2.04, mentre Roberto Zanoli nel peso è 8° ai campionati italiani. Tra gli allievi, invece, i migliori sono il giavellottista Alfio Vergani, argento tricolore, e i mezzofondisti Francesco Roncalli e Fausto Gavazzeni.
A livello femminile, alle spalle della chioccia Marcella Masper, che alle soglie dei 30 anni, si conferma nelle top ten italiane del lancio del disco, si segnalano Novella Tomaselli (12”10 sui 100), Alessia Celario (2’12”0 sugli 800), la junior Marian Bronco (64”5 sui 400 hs) e l’allieva Maria Giovanna Gentile, che manca il titolo italiano del peso per una manciata di centimetri. Lusinghieri sono di conseguenza i piazzamenti nei vari campionati di società.
Gli juniores, pur penalizzati dagli infortuni, sono dodicesimi nella finale di serie A. Gli allievi, dopo il quinto posto nel cross, in pista vincono la finale B e salgono in A, conquistano il titolo nel campionato di specialità degli 800 e sono secondi nel giavellotto. Le allieve fanno ancor meglio, perché all’11° posto nella finale A della rassegna su pista, abbinano cinque podi nei campionati di specialità: successo nel peso, secondo posto nel lungo, nel triplo, nel giavellotto e nel settore lanci.

Francesco Filisetti

Francesco Filisetti

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