Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine: non possiamo trattenere gli atleti più promettenti, che per poter fare atletica a livello almeno semi-professionistico sono costretti a cambiare casacca. Stavolta tocca a Marcella Masper, che si accasa alla Fiat Sud Formia, una dei club più forti in Italia a livello femminile. Ma non ci sono più anche Silvia Licini e Simonetta Cornolti, che passano all’Atletica Nembro, dove raggiungono Stefania Lazzaroni, approdata al club della Valle Seriana dopo la sfortunata parentesi torinese alla Sisport Fiat. La stagione comincia con buoni risultati nel cross, soprattutto in campo femminile: Monica Zanga e Piermaria Tomasoni, le più regolari, sfiorano più volte il successo a livello regionale, preludio a una stagione che in pista le vedrà protagoniste su tutte le distanze del mezzofondo. Le indoor esaltano invece il talento di Maurizio Federici, che parte con un argento ai Tricolori juniores sui 60 (e un bronzo nella 4x1 giro insieme a Mella, Vecchiarelli e Fabris) e chiude con il bronzo agli Assoluti sui 200. Sono l’annuncio degli exploit della stagione all’aperto. Sui 200, infatti, lo sprinter di Seriate è campione italiano juniores, 7° agli Assoluti, semifinalista ai Mondiali under 19 di Sudbury. E con 21”36 è il 9° di sempre nella graduatoria italiana di categoria. Si cimenta con successo anche sui 100 (10”5 e 10”80 elettrico), sulle 100 yards e sui 150 metri sigla le migliori prestazioni italiane all-time per diciannovenni (10”14 e 15”7).
Inoltre veste tre volte la maglia della nazionale di categoria.
Il 1988 è anche l’anno della diciannovenne giavellottista Stefania Galbiati, che conosce il suo momento di massima gioia l’8 settembre, all’Arena di Milano, quando conquista il titolo italiano assoluto, 12 anni dopo l’ultimo urrah tricolore di Vincenzo Guerini. Stefy domina la stagione in Italia, debutta nella nazionale A, fa incetta di maglie azzurre nelle rappresentative minori, ma fallisce la grande occasione dei Mondiali juniores di Sudbury: tra le favorite per una medaglia, si arena in qualificazione con una delle sue peggiori misure stagionali (48.34). La vittoria tre mesi più tardi ai Tricolori juniores con uno straordinario lancio a 58.94, a soli 4 centimetri dal record italiano di categoria della Quintavalla, lascia ancor più rimpianti: con quel risultato, che le sarebbe valso anche la finale olimpica a Seul, nella rassegna canadese avrebbe vinto l’argento.
Dietro a Federici e Galbiati si affermano tanti altri giovani. Sempre a livello juniores, Pierangelo Maroni è 4° ai Tricolori nel salto in alto e chiude la stagione con un ottimo 2.07, quinta misura italiana dell’anno. Tra i migliori c’è anche il mezzofondista Luca Lamera, che con 1’51”4 si infila nella scia dei futuri campioni D’Urso e Benvenuti. E non da meno è Francesca Sala, che è quinta ai campionati italiani allieve sui 100 ostacoli ma capace di destreggiarsi con successo anche sulle distanze piane, dai 100 ai 400.

Maurizio Federici

Maurizio Federici

Piera Tomasoni

Piera Tomasoni

Pierangelo Maroni

Pierangelo Maroni

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